20/01/2026

Ricostruire una vita con lo sport

di Daniele Pansardi

Para Padel Project vuole rendere le persone di nuovo protagoniste.
L’associazione fondata da Pippo Galliano entra nelle Unità Spinali per promuovere
il padel in carrozzina come strumento di rinascita e inclusione

Una lesione midollare può stravolgere l’esistenza, offuscando ogni prospettiva futura. Lo sport rischia facilmente di scivolare in fondo alla lista delle priorità, eppure può essere un potente strumento di rinascita e inclusione. Un modo per riprendere in mano le redini della propria vita, come ha fatto Giuseppe ‘Pippo’ Galliano, che ora ne ha fatto la sua principale missione attraverso il Para Padel Project.

Abbiamo incontrato Pippo per la prima volta al Padel Zenter di Milano, un luogo che è diventato un po’ la “casa” dell’associazione, il cui obiettivo è rendere sempre più accessibile il padel in carrozzina.

“Vogliamo che in tutte le regioni d’Italia ci siano dei circoli adatti al wheelchair padel, e che l’avvicinamento a questa disciplina non rappresenti un problema”, ci ha spiegato nel corso della nostra chiacchierata. “Parcheggi, bagni, docce, supporto da parte dei maestri: un padelista su sedia a rotelle deve sentirsi parte integrante di un club come gli altri”.

DENTRO LE UNITÀ SPINALI

Per promuovere lo sport e allargare la rete, Para Padel Project entra direttamente nelle Unità Spinali degli ospedali. Galliano, vittima di un incidente stradale nel 2001, porta la sua testimonianza alle persone affette da lesione midollare.

“È la strada più efficace. Si passano mesi interi in un ospedale, perché il percorso è lungo e complesso, ma spesso i problemi più grandi arrivano quando si torna a casa, dove si rischia di cadere nel vuoto e di affrontare tutto con passività. Dobbiamo far capire a quei ragazzi che lo sport può essere una ripartenza, e che la vita continua anche in modo diverso da quello che avevano pensato”.

Ogni anno in Italia circa 1.500 persone subiscono una lesione midollare. L’80% ha tra i 15 e i 35 anni: la loro vita si spezza in un momento clou.

“Abbiamo collaborato finora con una decina di Unità, tra cui l’Istituto di Montecatone a Imola, il più grande d’Italia, diretto dalla dottoressa Laura Simoncini che ci sta aiutando a entrare in contatto con gli altri enti. Il nostro progetto è molto importante anche a livello medico, perché il padel è una delle attività che le Unità Spinali possono proporre per il percorso di recupero psicofisico del paziente”.

“Quando arriviamo in ospedale, raccontiamo il nostro progetto la mattina e poi al pomeriggio si va in campo per giocare. Abbiamo visto ragazzi, che non avevano mai sorriso, uscire dal campo contenti ed emozionati per aver avuto due ore di svago, senza essere tormentati dal pensiero di ciò che gli era successo”.

UN MESSAGGIO POTENTE


Pippo Galliano ha scoperto e abbracciato il padel perché in questo modo può ancora giocare con i suoi amici. “Prima dell’incidente praticavo calcio e basket, dopo potevo solo guardare le partite degli altri. Mi sono dedicato all’handbike per diversi anni, ma dopo ho abbandonato. Con il padel invece posso tranquillamente giocare un doppio con gli altri; come nel tennis io ho un rimbalzo in più per la pallina. È una vera figata, perché non ci si sente emarginati. Il reintegro sociale cambia completamente. Con Para Padel Project vogliamo trasmettere questo messaggio: il campo è una medicina”.

Se da un lato l’associazione si occupa di divulgare un messaggio di grande potenza, dall’altro vuole contribuire concretamente ad attrezzare i campi, organizzare open day e acquistare carrozzine sportive adattabili. Un aspetto, quest’ultimo, che Para Padel Project non può sottovalutare. “A volte possono costare svariate migliaia di euro, per cui la nostra attività punta anche ad attirare sponsor che possano sostenere questi costi. È fondamentale che le carrozzine siano adattabili, perché non tutti siamo uguali, ognuno ha le proprie misure, le sue abitudini e una certa capacità di spingere in base alla lesione subita”.

Al momento i praticanti del wheelchair padel in Italia sono circa una trentina, poco più della metà sono agonisti. Ma il percorso di Pippo Galliano e del Para Padel Project nel cercare di smuovere le coscienze è appena cominciato. “Nei prossimi anni 10 vorremmo portare al padel in carrozzina circa 500 persone, aiutandole e migliorandone la vita dove possibile”.

Nel frattempo, l’associazione si fa conoscere con eventi promozionali (come quello organizzato a ottobre con Bobo Vieri e Francesco Totti a Tortona), collaborazioni con le aziende sanitarie, il Comitato Italiano Paralimpico e la FITP (che ha organizzato un torneo in occasione dell’ultimo Italy Major al Foro italico) e tutti coloro interessati ad abbracciare la causa. Per rendere le persone di nuovo protagoniste.

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